I premi TavoleDoc 2025
Ecco i premiati del 2025 per l’alta qualità nelle loro attività e nella loro professione.
TavoleDoc ha istituito i premi
I premiati
In occasione del Gran Gala della Ristorazione Ligure del 15 maggio 2023, tenutosi presso la bellissima Villa del Principe a Genova, TavoleDoc ha istituito i premi che contribuiscono alla testimonianza delle eccellenze del territorio. Ecco i premiati del 2025 per l’alta qualità nelle loro attività e nella loro professione.
Giacomo Ruffoni
Premio alla Carriera 2025
La Conchiglia di Arma di Taggia
Decano dei ristoratori di TavoleDoc Liguria, lavora da molto più di mezzo secolo con passione nella ristorazione.
Profondamente radicato nella regione è padrone di una casa aperta a tutti, ospitale e competente; la figura dell’oste di una volta, interpretata per trasmettere a chi entra all’interno di questo ristorante a pochi passi sul mare, in quella che era una casa di pescatori, una incredibile conoscenza del territorio e dei prodotti che arricchiscono la cucina ligure. Ha attraversato con forza e determinazione tutte le vicissitudini personali e del settore sempre con forza e costanza.
Il suo “luogo” è stato ed è punto cardinale nella ristorazione di questo territorio (lui in sala e per lunghi anni la chef Anna Parisi, sua moglie, in cucina). A partire proprio dal suo mare e da un pescato di qualità che viene selezionato attentamente e quindi valorizzato in ogni portata. Ha saputo essere punto di riferimento per il territorio con la valorizzazione dei prodotti di eccellenza: i prodotti ittici e agricoli, gli oli extravergine liguri e i soprattutto i vini. Grande sensibilità, in tutta la sua carriera, per i grandi riferimenti enogastronomici italiani e non ma soprattutto accoglienza verso i piccoli produttori. Un Nord della ristorazione, guida di una sala e di un ambiente all’insegna del comfort.
Daniele Rebosio
Premio Cuoco dell’Anno 2025
Hostaria Ducale
Il talento in cucina, un viaggiatore del gusto tra esplorazione e cambiamenti, sempre attento all’equilibrio tra passato e futuro. Oggi trentenne, quando lascia Genova, giovanissimo, lo fa per andare a formarsi nelle migliori cucine, dal Macellaio RC di Londra al Belmond Splendido Hotel di Portofino, fino all’Aman di Venezia, dove si avvicina alla filosofia di Davide Oldani. Ma non si ferma, affina la creatività da ElBulli e la tecnica in Francia, al fianco di Frédéric Robert e Alain Ducasse.
Torna a Genova arricchito e dal 2021 guida l’Hostaria Ducale, il ristorante diventato un punto di riferimento in città per l’alta cucina. Dallo stile francese, con burro e salse protagoniste, alla personalità che mette in ogni piatto, oggi, a trent’anni, è nel pieno di una maturità che esprime nelle sue creazioni. Alla sperimentazione preferisce la ricerca, e propone menu che esalta la stagionalità dell’ingrediente, ma anche una idea che persegue con costanza: avvicinare ambienti (mare e monti) e culture gastronomiche (oriente e occidente).
Famiglia Circella
Premio Liguria nel Piatto 2025
La Brinca di Ne
Dal 1987 nel solco di una tradizione che valorizza la ricchezza della terra e la genuinità dei prodotti, modello di una Liguria da gustare nella sua biodiversità. La famiglia Circella aveva le idee chiare: aprire una trattoria e caneva con fùndego da vin. E se Brinca (ovvero scosceso, come queste terre che scendono verso il mare), la tradizione di famiglia è viva da un secolo: negli anni ’30 il nonno paterno Tugnin e la moglie Virginin gestivano un’osteria, bottega e frantoio nel paese. Dai nonni materni Vitturin e Maria, cultori della cucina tradizionale, arriva il sapere dei fornelli, tramite la mamma.
E così fino ai fratelli Roberto e Sergio Segnano che esplorano quel mondo che li circonda. Di padre in figlio, ecco lo chef Simone con l’aiuto in cucina Stefano, la pastry chef Pierangela e Matteo, sommelier, migliore in Liguria nel 2016, migliore in Italia cinque anni dopo, a arricchire una cantina infinita, con oltre 2000 etichette d’annata e che valorizza la produzione ligure.
Ilaria Grando
Premio Ospitalità 2025
Rezzano Cucina & Vino di Sestri Levante
Sul suo profilo Instagram, la descrizione sta in una parola: “Splendi”.
E quello splendore viene portato in sala, a ogni servizio: mâitre, alla competenza unisce la spontanea gentilezza nell’accoglienza, rendendo speciale l’esperienza nel locale. All’ingresso nel ristorante è la prima persona che si incontra e questo ha un valore spesso non ben evidenziato. In un luogo che ha fatto di amore, tradizione e famiglia il proprio carattere distintivo, dal legame dello chef Matteo Rezzano con la mamma Silvia, sommelier, e con la nonna Gabriella, cuoca, una tradizione che si è arricchita con l’arrivo di Ilaria, compagna nella vita e nel lavoro. “Due realtà diverse che si incontrano, si uniscono, si intessono dando vita a una storia che creerà infiniti altri punti di riferimento e ancore di salvataggio per chi verrà dopo”, scrivono. E lei, Ilaria, accanto allo chef rappresenta una figura chiave per entrare in punta di piedi in un ambiente accogliente e caldo, accompagnando l’ospite in un viaggio immersivo, un percorso degustativo alla scoperta della tradizione ligure.
Giacomo Pittaluga
Premio Sommelier dell’Anno 2025
Olimpo di Sestri Levante
Restaurant manager e sommelier di uno dei luoghi più suggestivi della Liguria, affacciato sulla Baia del Silenzio di Sestri Levante. Premiato nel 2013 come “Miglior sommelier Ais della Liguria”, cura la raffinata carta dei vini che accompagna la cucina dello chef Mauro Manfredi. Nipote d’arte – è il nonno Giacomo ad aver creato questa struttura i cui interni richiamano il ponte di una lussuosa imbarca¬zione da crociera – guida l’Hotel Vis à Vis con la sorella Paola e i cugini Nicolò e Simona Mori. Si è formato nel Food & Beverage Manage¬ment con un Master Specialistico al Sciaky Europe di Milano e negli anni ha intensificato la sua ricerca in campo enologico, con missioni quotidiane in cantine di piccoli produttori per trovare e proporre il meglio. Diventato papà da pochi mesi, dice che “gli adulti dovrebbero imparare dai bambini a vedere il mondo con occhi nuovi ogni giorno”. E lui lo fa, raccontando come ogni bicchiere sia un racconto di sapori, territorio e passione, che ricerca con minuziosa cura, per proporre una carta in continua evoluzione, che valorizza produzioni piccole e dall’approccio pulito e naturale.




